Caitlyn Jenner nel 1976 si chiamava Bruce Jenner e nel luglio di quell’anno ha salito il gradino più alto del podio delle Olimpiadi di Montreal, ottenendo il titolo di atleta più completo del mondo. Il decathlon è considerato lo sport più faticoso e poliedrico e, tra le tante prove, prevede la corsa di 1500m. Bruce Jenner, mentre correva per ottenere la medaglia d’oro, non sapeva che lo avrebbe atteso una corsa ancora più dura: la corsa alla ricerca del suo vero sé. “Untold Caitlyn Jenner” racconta il tortuoso percorso di vita di Bruce che, sin da piccolo, si è sempre chiesto chi fosse veramente, si è sempre interrogato sulla propria identità, riuscendo a darsi una risposta solamente molti anni dopo. Il principale nemico di Bruce era se stesso, motivo per il quale, trovare il coraggio di guardarsi allo specchio ed essere onesto con sé, gli è costato molta fatica. Nei quattro anni passati a prepararsi per le Olimpiadi, si è distratto con lo sport e ha vissuto l’illusione di lasciarsi alle spalle questi problemi di identità, ma quando le Olimpiadi diventano un capitolo chiuso, le domande tornano. “Untold Caitlyn Jenner” racconta la realtà dello 0,6% della popolazione mondiale. Il tema della disforia di genere non è più un tabù, negli ultimi anni, con la nascita delle piattaforme social, si è fatto sempre più attivismo per raccontare quanto questo tema sia comune e per mostrare una sua lettura più umana. Infatti, ad oggi, la disforia di genere è considerata una malattia mentale e, in quanto tale, inserita all’interno del manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali, poiché, come sostiene la comunità scientifica, non esistono evidenze empiriche che dimostrino il contrario. L’intento della comunicazione social riguardo il tema della disforia di genere è mostrare il lato umano della storia di chi ne soffre e “Untold Caitlyn Jenner” cerca di fare lo stesso: mettere da parte numeri e diagnosi per lasciare spazio all’esperienza vissuta. Lo spettatore di questo documentario, anche se lontano dal concetto di disforia di genere, può ragionare su quanto sia dura la vita di chi si sente dentro il corpo sbagliato, quindi, questo contenuto può fare da ponte tra chi vive questa condizione e chi no; allo stesso tempo lancia un messaggio molto importante che può essere applicato a qualsiasi situazione: ascoltarsi ma rispettando i propri tempi. Bruce ha cercato per gran parte della sua vita di nascondere Caitlyn, ma ad un certo punto, quando si è sentito pronto, si è affrontato. Disponibile su Netflix.

Elena Leone